La Storia

Sono diverse le ipotesi circa l’origine di Cancellara. La leggenda narra di un condottiero romano, chiamato Pietro Cancellario il quale, dopo la sconfitta di Annibale (III a.C.), si ritirò nella zona e vi edificò un villaggio al quale dette il nome di Cancellara. Alcuni sostengono che il fondatore di Cancellara sia Petruccio Cancellario vissuto nel XIII secolo signore e fondatore anche di Pietragalla, la cui tomba è all’interno della cappella di Santa Caterina d’Alessandria in Cancellara. Altri farebbero derivare l’etimologia del nome dal latino “Ager cancellatus”, cioè campo trincerato per prigionieri di guerra, oppure da “Canculi”, cioè trappole usate dai cacciatori per la cattura degli animali selvatici. L'origine del paese risale intorno al X-VII sec. a.C. Da scavi effettuati in località “Serra del Carpine” sono venuti a luce i resti di una necropoli del VI secolo a. C., che costituisce motivo d’interesse per i tanti appassionati di archeologia. Durante tale periodo Cancellara probabilmente subì l'influenza greca, proveniente dalla costa jonica attraverso Serra di Vaglio; i corredi tombali rinvenuti sono per lo più di tipo indigeno con ceramica acroma o di tipo sub-geometrico. 
E' solo dopo l'anno mille che si può parlare di una vera e propria "Terra Cancellariae", e sono di quest'epoca l'imponente castello medioevale che domina il paese e il borgo antico , che hanno conservato quasi intatte le caratteristiche architettoniche ed urbanistiche, costituendo oggi una delle più spettacolari attrazioni artistiche e culturali del paese. 
I Frati minori del Convento dell'Annunziata, durante il sec XVIII, contribuirono alla crescita culturale e spirituale di Cancellara, ed è di questo periodo l'espansione urbanistica e la costruzione dei numerosi palazzi signorili. La comunità fu visitata da moltissimi viaggiatori che vi trovarono aria salutifera, cucina gustosissima e soprattutto il pregiato salame, rinomato e richiesto ancora oggi e la cui tradizione viene rinnovata annualmente il 3 febbraio con la "Sagra del salame", in occasione della festa di S. Biagio. 
Oggi, Cancellara, con i suoi attraenti vicoli e stradine, i suoi boschi e la sua vita tranquilla è una ottima meta per trascorrere un fine settimana dal sapore di altri tempi.

La Salsiccia a Catena di Cancellara

La salsiccia di CANCELLARA è tra le più rinomate per la qualità e per la pregiatezza del salame. Di quest’ultima si ha notizia fin dal 1700, la “statistica del regno di Napoli nel 1811 – sussistenza ed alimentazione della popolazione circondario Cancellara, comune di Cancellara”, recita quanto segue : “….si fanno uso dà contadini di carne di porco che ingrasciano nelle loro case in tempo di carnevale…si salano le carni di maiale, e si affumicano, che come sa/siccie stesse si conservano fino al tempo delle messi….”. Nel comune di CANCELLARA, la produzione di salsiccia è prassi consolidata da secoli, sia la tecnica che la ricetta è rimasta pressoché invariata. La salsiccia viene preparata seguendo un’antichissima tradizione; è una vera e propria arte che richiede tanta e particolare esperienza che attraversa fasi delicate: selezione delle carni, scelta degli ingredienti giusti ed infine la stagionatura.

Il Borgo Medioevale

L'elemento simbolo di Cancellara è il Castello Medioevale che ancora oggi si presenta con una architettura bella, forte e imponente con la quale, dall'alto della collina dove è situato, domina il Borgo Modioevale e l'intero abitato. Costruito intorno al 1300, probabilmente dai signori Acquaviva D'Aragona, ha ospitato negli anni diverse dinastie di principi feudali, i Carafa, i Caracciolo, i Pappacoda che gli hanno dato gloria e prestigio. Forse distrutto e sicuramente danneggiato dal terremoto del 1694, rimane "diruto" per lungo tempo e solo nel XIX sec. si trovano fonti che lo descrivono ricostruito e simile a quello che è ancora oggi. Il frazionamento proprietario degli inizi del 1900 e il sisma del 1930 ne hanno modificato l'assetto distributivo; il più recente sisma del 1980 ha provocato danni notevoli all'immobile rendendo necessario l'abbattimento di una parte del piano superiore. L’articolazione planimetrica è varia e complessa, ma unica e suggestiva. Le cortine murarie hanno elementi artistici significativi come portali bugnati, decorazioni, fregi, cornicioni in pietra lavorata. E’ formato da un insieme di corpi di fabbrica a 3 livelli che racchiudono un cortile interno quadrangolare. Il capo esposto a Sud si affaccia su uno strapiombo di 40 m. Sul lato Est si erge un torrione quadrangolare avanzato rispetto all’edificio. Di fianco alla torre c’è l’ingresso principale preceduto da una lunga gradinata e da un piccolo cortile racchiuso da muri di cinta. Le finestre a Sud sono disposte su 3 file allineate verticalmente con scansione regolare; mentre quelle a Nord appaiono disposte in maniera più caotica. Alcuni anziani raccontano che questo castello fosse più grande dell’attuale, che ad esso si univa una cinta muraria che racchiudeva il paese e che riusciva a difenderlo; non è inusuale che si sia conservato solo la dimora principale, mentre le altre superfici furono adibite ad abitazioni private. Si racconta che quando fu costruito il castello, l’architetto, ignoto, volle costruire ben 365 stanze, tante quanti i giorni dell’anno; forse perché così il barone poteva goderne la luce da ogni angolo. A proposito della luce vi è un aneddoto molto interessante; pare che ancora oggi, qualcuno conosce una stanza del castello dove non compare per niente la luce. Molti hanno tentato di illuminarla senza riuscirci. Altra leggenda è quella della stanza del tesoro:pare che ci fosse una stanza contenente un tesoro il cui pezzo pregiato fosse una chioccia d’oro con i pulcini anch’ essi dorati. Come ogni castello anche quello di Cancellara pare avesse un passaggio segreto che sbucasse fuori dal centro abitato, si presuppone vicino la fiumara. Tra leggende e misteri comunque di certo c’è che secoli fa il castello e la piazza sottostante (piazza Sedile) fossero ad uno stesso livello e che uno smottamento li abbia collocati nella posizione attuale. 

In Largo Monastero, ubicato nell’ex convento francescano dei Frati Minori, edificato nel 1604 dai coniugi Caracciolo-Pappacoda, signori di Cancellara si trova il Municipio. Annesso all’ex convento Francescano è la Chiesa della Santissima Annunziata (1604), con portale in pietra locale scolpita, datato 1763. L’interno è a due navate: quella centrale, che termina con arco trionfale, mostra sulla parete di fondo dell’abside la tela ad olio raffigurante un’Annunciazione, di scuola napoletana, dipinta da Giovanni Balducci (pitt. doc. 1575-1631). A sinistra del presbiterio si trova la scultura lignea di San Clemente, martire. Conserva pure altre belle statue lignee policrome del Seicento e del Settecento, tra cui San Vito (nella navata laterale). Sulla parete, a destra dell’ingresso, spiccano tre arcatoni durazzeschi del XVI secolo in pietra scolpita con decorazioni. Nel primo sono inseriti gli affreschi, raffigurantiSanta Lucia, Santa Chiara, la Trinità; nel secondo quelli di: Santa Maria MaddalenaSanta SofiaSan GiovanniSant’Antonio. Questi dipinti, che denotano ritmo decorativo con realismo di dettagli, sono di Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa (pitt. doc. 1569-1636). Nel terzo arcone è incastonato un bel Crocifissoligneo del Cinquecento. In sacrestia sul soffitto c’è l’affresco della Resurrezione e un Crocifisso ligneo del Cinquecento. In piazza Umberto I si trova la Cappella di San Roccodel XV secolo. Da notare sulla facciata del campanile un particolare orologio del Settecento, ancora funzionante. L’interno mostra il soffitto ligneo a spioventi e conserva alcune sculture lignee del Settecento, tra cui Sant’Antonio e un’acquasantiera in pietra dell’Ottocento. Adiacente al castello, in Piazza don Giuseppe Libutti, c’è la Chiesa Madre di Santa Maria del Carmine, edificata nel 1520. La facciata, completamente ristrutturata nel Settecento, mostra il campanile cuspidato e il portale datato 1643. L’interno a tre navate, ristrutturato dopo il terremoto del 1980, conserva pochissimo della sua struttura originaria. Da notare nell’abside un Crocifisso ligneo del Cinquecento, sull’altare in marmo policromo il dipinto della Madonna delle Graziedel Cinquecento, all’ingresso un’acquasantiera del tardo Settecento, l’organo con cantoria decorata e, in sacrestia, un lavabo in pietra e lo stemma (pure in pietra) della famiglia Pappacoda. Nella parte bassa del borgo antico, in Via Sant’Antonio si trova la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, la più antica del paese, dedicata nei secoli scorsi a Sant’Antonio. Si accede attraverso un portale, che mostra nella parte interna un arco arricchito da decorazioni ad affresco del XIV secolo. Nel catino absidale ci sono dipinti murali di Giovanni Luce, da Eboli (pitt. doc. prima metà del sec. XVI) e di Giovanni Todisco da Abriola (doc. 1545-1566) che raffigurano un Cristoin maestà, Santa Caterina d’Alessandria e storie della sua vita. In queste opere, di grande valore artistico, emerge nei particolari dipinti un racconto minuzioso. Ai lati del catino, riquadri con decorazioni custodiscono gli affreschi: la Trinità, laPietà e una Madonna con Bambino di Giovanni Todisco che introduce nelle inquadrature prospettiche una sorta di luminoso plasticismo. Dello stesso pittore, c’è pure sulla parete sinistra: San Giorgio libera la principessa. Da notare ancora la statua in pietra di Santa Caterina d’AlessandriaLa figura è apparentemente fissata in una posa statica, ma la leggera torsione del busto e lo sguardo intenso sono il segno di una profonda tensione psicologica che crea uno spazio tangibile e misurabile.

Info

Km da Potenza:18 - Km da Matera: 83
Altitudine: mt 680 slm
CAP: 85010
Abitanti: 1.391 al 31.12.2011 
Comune della provincia di Potenza

Festività

• San Biagio protettore 3 febbraio 
• S.Clemente I Domenica di Giugno
• Madonna del Carmelo 14-15-16 Luglio
• S.Maria delle Grazie 15 Agosto
• S.Rocco 16 Agosto